“candidati elezioni europee 2014”

Elezioni Europee 2014: come si vota in Italia?

Europee: Come si vota in Italia

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“Data della consultazione elettorale: 25 Maggio 2014”

Sistema elettorale

 Gli elettori italiani eleggono 73 deputati al Parlamento europeo. L’elezione avviene con sistema proporzionale ed è possibile esprimere il voto di preferenza per singoli candidati. Il territorio è diviso in cinque circoscrizioni elettorali: Nord-ovest, Nord-est, Centro, Sud, Isole; ciascuna circoscrizione elegge un numero di deputati proporzionale al numero di abitanti risultante dall’ultimo censimento della popolazione. L’assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni è effettuata, con decreto del Presidente della Repubblica da emanarsi contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi elettorali.

                                                                                 Registrazione delle candidature

Per presentare una lista alle elezioni europee in Italia è necessario raccogliere le firme, per ogni singola circoscrizione, di almeno 30.000 e non più di 35.000 elettori, tranne nel caso in cui la lista abbia partecipato alla precedenti elezioni al Parlamento italiano o europeo con un proprio simbolo e ottenendo almeno un seggio.Le liste vanno depositate presso l’Ufficio elettorale di ciascuna circoscrizione al più tardi 39 giorni prima del voto. Sono inammissibili le liste che non prevedono la presenza di candidati di entrambi i sessi.La legge prevede una serie di cause di incompatibilità con la carica di membro del Parlamento europeo, elencate al Titolo II della Legge 24/01/1979, n. 18, agli artt. n. 5. n. 5-bis, n. 6.

                                                                                   Aventi diritto al voto / elegibilità

Possono votare tutti i cittadini che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e siano iscritti nelle liste elettorali. Sono altresì elettori i cittadini di altri Paesi membri dell’Ue iscritti nell’apposita lista elettorale del comune italiano di residenza.I cittadini italiani residenti all’estero e regolarmente iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) possono esercitare il diritto di voto nel luogo di residenza.Occorre avere compiuto i 25 anni di età per poter essere eletti al Parlamento europeo. Sono eleggibili in Italia anche i cittadini di altri Stati membri dell’Ue che risultino in possesso dei requisiti di eleggibilità al PE previsti dall’ordinamento italiano e da quello dello Stato membro di origine.

                                                                                        Campagna elettorale

La campagna e la propaganda elettorale sono disciplinate da una vasta normativa: legge 04/04/1956, n. 212; legge 24/04/1975, n. 130; legge 10/12/1993, n. 515; legge 22/02/2000, n. 28.La campagna inizia ufficialmente 30 giorni prima del voto. L’accesso ai media è regolamentato e monitorato al fine di assicurare a tutti i soggetti politici un equo accesso all’informazione. L’affissione di stampati o manifesti è regolamentata e deve essere effettuata in spazi appositi destinati da ogni comune.Negli ultimi 15 giorni prima delle elezioni e fino alla chiusura delle operazioni di voto è vietato pubblicare i risultati di sondaggi politici ed elettorali.Nel giorno precedente e in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati comizi, riunioni di propaganda in luoghi pubblici, affissione di stampati e di manifesti.Con la legge 06/07/2012, n. 96 per la riforma della contribuzione pubblica alla politica, è stato drasticamente ridotto il rimborso delle spese elettorali e fissato un tetto di spesa anche per le elezioni europee. Inoltre, nel caso uno schieramento politico presenti un numero di candidati del medesimo sesso superiore ai 2/3 del totale, i contributi pubblici spettanti sono ridotti del 5%.

 

Unione Europea: nuovi aiuti per i bisognosi d’Europa

Unione europea per i poveri

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Nuovi aiuti per i bisognosi d’Europa

Gli eurodeputati hanno approvato un nuovo fondo europeo per fornire alimenti e assistenza materiale di base a un numero crescente di cittadini europei impoveriti.

Le radici dell’Unione Europea: dal dopoguerra al Trattato di Lisbona

Le radici dell’Unione Europea risalgono alla fine Seconda Guerra Mondiale. L’obiettivo dei padri fondatori è fare in modo che non si verifichino mai più simili massacri e distruzioni. Il 9 maggio 1950 il ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, presenta un piano di cooperazione rafforzata, con il quale viene dato il via al processo d’integrazione del Vecchio Continente. Sulla base del programma presentato da Schuman, sei Paesi (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) firmano nel 1951 un trattato per gestire in comune le rispettive industrie carbo-siderurgiche.

Visto il successo dell’iniziativa, i sei Paesi decidono di estendere la cooperazione ad altri settori. Viene così firmato nel 1957 il Trattato di Roma che istituisce la Comunità Economica Europea (CEE), avente per obiettivo la libera circolazione di persone, beni e servizi. Nel 1973 la CEE si allarga ad altri tre Paesi: Danimarca, Irlanda e Regno Unito. Sei anni dopo, nel 1979, per la prima volta i cittadini eleggono direttamente i membri del Parlamento Europeo che in precedenza venivano designati dai parlamenti nazionali. Tra il 1981 e il 1986 gli Stati Membri diventano dodici con l’adesione di Grecia, Portogallo e Spagna.

Nel febbraio 1992 a Maastricht viene firmato il Trattato sull’Unione Europea che definisce precise norme relative alla moneta unica, alla politica estera e alla cooperazione in materia di giustizia e affari interni. In virtù del Trattato di Maastricht la denominazione Unione Europea sostituisce quella di Comunità Europea. Nel 1995 Austria, Finlandia e Svezia aderiscono all’UE. Gli Stati Membri diventano così quindici e comprendono quasi tutta l’Europa occidentale. Nel marzo dello stesso anno entra in vigore in sette Paesi l’Accordo di Schengen. Da allora i viaggiatori di qualsiasi nazionalità possono spostarsi negli Stati che vi aderiscono senza esibire il passaporto alle frontiere.

Nel 2002 in dodici Paesi arrivano le banconote e le monete in euro. Due anni dopo otto Paesi dell’Europa centrale e orientale (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) entrano a far parte dell’UE, ponendo fine alla divisione del continente decisa dalle grandi potenze sessant’anni prima. Anche Cipro e Malta aderiscono all’Unione e, nel 2007, si aggiungono la Bulgaria e la Romania. Nel 2009 entra ufficialmente in vigore il trattato di Lisbona che si pone l’obiettivo di rendere l’UE in grado di far fronte alle sfide globali e che conferisce maggiori poteri al Parlamento Europeo.

Elezioni Europee 2014: con questo clima è facile ricadere in una retorica nazionalista

Elezioni europee 2014

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Pericolo astensione al voto

Un giovane europeo su due non ha intenzione di votare alle prossime elezioni per il rinnovo del parlamento continentale e Bruxelles cerca di convincerli a cambiare idea.Dalla capitale belga a suo tempo si è alzata in volo una mongolfiera che sponsorizzerà le elezioni del 2014. L’Unione europea vuole invertire il trend di sfiducia verso le proprie istituzioni.Un giovane intervistata al mercato di Milano: a me  l’Europa non sta bene, perché quel che farà sarà soltanto applicare nuovi tagli, almeno credo!  Questo merita una seria riflessione con relativi interventi di idonea comunicazione sull’importanza dell’Europa.

Elezioni Europee 2014: Scanderebech un patto con i cittadini del Piemonte

Elezioni-europee-2014

Elezioni-europee-2014

Il 25 maggio si vota per il Parlamento europeo. I piemontesi quindi dovranno scegliere chi li rappresenterà per ben cinque anni in Europa.

Scanderebech si propone come candidato al Parlamento europeo impegnandosi a lavorare e portare avanti un patto con i cittadini piemontesi: un progetto ambizioso ma concreto.

Il patto comprende  4 punti programmatici.

1-Il primo punto prevede di affrontare e risolvere il grave problema dell’ emergenza disoccupazione giovanile. A tal proposito sono stati stanziati dall’Unione europea per l’italia ben 530,18 milioni di euro più altrettanti provenienti dal Fondo sociale europeo per un totale di circa 1100 milioni che devono essere spesi bene.

2-Il secondo punto del patto prevede l’utilizzo del  Microcredito per creare sviluppo e lavoro: L’Europa ha stanziato 920 milioni di euro per aiutare i giovani, i commercianti e gli artigiani esclusi dal sistema creditizio al fine di contrastare la povertà e l’usura. In Piemonte purtroppo tale iniziativa utile al rilancio dell’economia non è mai stata pienamente utilizzata.

3-Il terzo punto prevede un Accordo fra europarlamentari per la macroregione Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta: l’area geografica  che era considerata il triangolo industriale dell’Italia. Deve essere un impegno comune di tutti i Parlamentari eletti nella Circoscrizione Nord-Ovest quello di rilanciare la sinergia tra le Regioni affinché tornino ad essere la locomotiva dell’Italia.

4-Il quarto punto prevede di Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese: la globalizzazione negli ultimi anni ha favorito la grossa distribuzione e i prodotti commerciali. L’Italia, invece, eccelle nella produzione manifatturiera e nell’enogastronomia delle piccole e medie imprese. I finanziamenti europei devono tutelare la produzione del made in Italy e le aziende devono continuare a produrre tutto ciò che il mondo ci invidia.

Con questo patto quindi intendo lavorare affinché tutte le risorse messe a disposizione dalla Comunità europea siano adoperate nell’interesse dei piemontesi e non restituite per mancanza di progettualità o negligenza politica.

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